Presentazione dei due libri
Report
Venezia sull’orizzonte degli eventi
di Renato Pestriniero (Edizioni el Squero)
I nuovi veneziani
Racconti, visioni, passioni e speranze
a cura di Caterina Falomo (Studio LT2)
Venerdì 18 maggio 2012, ore 18
Sala San Leonardo,
Cannaregio, 1584 – 30121 Venezia
Ingresso libero
L’iniziativa si terrà il 18 maggio alle ore 18.00 in Sala San Leonardo e prevede la presentazione di due libri: “I nuovi veneziani” a cura di Caterina Falomo (Ed. Studio LT2) e “Report Venezia sull’orizzonte degli eventi” di Renato Pestriniero (Ed. el squero).
Questi libri, con stili e contenuti diversi, hanno un comune obiettivo, desiderano spingere i lettori ad una riflessione su Venezia. Questo incontro con i cittadini vuole stimolare il dibattito costruttivo nel territorio per il territorio, approfondire con i libri le questioni legate alla vita dei cittadini è un compito che queste case editrici si sono date e presentarsi insieme sottolinea che fare squadra su questi temi rappresenta un buon punto di partenza per diventare contagiosi, perché le relazioni creano sviluppo culturale e sociale.
Interverranno Renato Pestriniero e Davide Livieri, editore el Squero, Caterina Falomo e Giovanni Pelizzato, editore Studio LT2, Matteo Secchi, Venessia.com, e altri autori de “I nuovi veneziani”. Introdurrà l’iniziativa Erminio Viero, presidente della Municipalità Venezia Murano Burano.
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La Casa Editrice el squerodi Davide Livieriha il piacere di invitare la S.V giovedì 5 aprile 2012 alle ore 17,30 alla presentazione del libro di Giuseppe Svalduz CHIEDILIO ALLE ROTAIEpresso il Municipio di Mestre Interventi di Gianfranco Bettin Assessore comunale
"Raimondo sapeva che le rotaie avrebbero continuato la loro
Dalla Prefazione di Gianfranco BettinE’ una storia mestrina, veneta, italiana, questa narrata con mano sicura e, al tempo stesso, emozionata, da Giuseppe Svalduz. E’ una storia locale e universale, quindi, come lo sono sempre le storie ben narrate che seguono i tempi lunghi della vita, che sprofondano nel terreno delle radici e seguono i percorsi del lavoro, dell’emigrazione, degli amori e delle amicizie, delle generazioni. Svalduz, però, è un autore che vede anche, acutamente, le cose nuove, il mondo globale che si materializza intorno a noi. Lo fa ancora con gli occhi di Raimondo che osserva i lavoratori immigrati lavorare alla nuova piazza e che, nella bella pagina finale, con la curiosità sociale e con l’apertura mentale che ha infine regalato al suo degno figlio ingegnere e narratore, si pone le domande del tempo nuovo: “Avrebbe voluto saper di più su quella nuova gente arrivata, conoscere le loro provenienze e capire in che modo avrebbero potuto portare utilità se legittimati a diventare cittadini della sua patria. Non poteva chiederlo ad altre rotaie; avrebbe potuto saperlo soltanto da quelle barche vecchie e sgangherate che erano provenute da terre lontane, oltre il mare”.
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